Approfondimenti
CARATTERE EDUCATIVO E NON VIOLENTO DELLE ARTI MARZIALI
Allenamento - Educazione - Socializzazione
L’allenamento è un insieme di pratiche progettate, programmate e organizzate, secondo procedure metodologicamente corrette, in funzione di obiettivi sportivi generali e specifici. Esso è il contesto altamente specialistico nel quale si realizza anche un’importante funzione educativa sociale e socializzante. Infatti, educare significa modificare in modo permanente e socialmente accettabile, secondo esigenze che vanno anche oltre il contesto specifico, il comportamento dei praticanti.
Poiché il concetto di educazione è legato a quello di personalità e di socialità, in quanto l’individuo interagisce con gli altri individui, e poiché il concetto di socializzazione esprime l’insieme di processi interattivi dell’individuo all’interno di una collettività che trasforma il Genotipo in Fenotipo Sociale, ne consegue che gestire correttamente le situazioni di allenamento comporta, necessariamente, fare anche opera educativa. Le specialità praticate dalla FIJLKAM, secondo una determinata ottica, attivano in modo molto efficace l’insieme di processi che interessano positivamente tutte le dimensioni della personalità.
La connotazione più importante e di maggior valenza educativa e socializzante è l’organizzazione del comportamento motorio che si esprime per mezzo di azioni simbolicamente aggressive. Tale condizione viene realizzata tramite un severo controllo delle azioni di attacco e di difesa, attiva e passiva, che mantiene la situazione all’interno di un elevato grado di sicurezza. I meccanismi che vengono attuati sono i seguenti:
- Interazione psico-motoria. Nel contesto dell’allenamento e della gara vi è la costante ed esplicita presenza di componenti simboliche e rituali nei comportamenti psicomotori degli individui in azione, e ciò determina una situazione che induce i praticanti all’interiorizzazione di comportamenti, nei quali l’aggressività si esprime in forme rispettose della incolumità e delle dignità reciproca.
- La codificazione della azioni consentite, dei comportamenti accettabili, e la finalizzazione stessa dei comportamenti e delle azioni in funzione del conseguimento della superiorità-punteggio, mantiene l’interazione oppositiva nell’ambito di una realistica simulazione del combattimento di antica memoria.
- Collaborazione e affidamento. Per realizzare un contesto allenante in tutta sicurezza, come in altri sport situazionali, negli sport di combattimento è necessario instaurare con i compagni di pratica un rapporto di reciproco affidamento (rispetto delle regole) e di collaborazione fattiva. Quanto più e quanto meglio si realizzano condizioni di complessità situazionali e dinamismo motorio vicino all’intensità limite, ma con un elevato grado di sicurezza, tanto più e tanto meglio si riuscirà a progredire nell’acquisizione delle abilità specifiche.
Ciò sta a significare che un efficace allenamento presuppone la capacità di realizzare quelle condizioni che consentono di costruire, secondo necessità, situazioni di complessità e di dinamismo motorio assai vicine a quelle limite, che si trovano in gara.
Per potersi allenare in queste condizioni, bisogna che i praticanti acquisiscano progressivamente la capacità di autocontrollo assoluto, al fine di evitare di sorpassare i limiti di sicurezza, e che vivano i piccoli incidenti di percorso in totale serenità, accettandoli come errori e non come minacce alla propria incolumità.
Una vasta gamma di esercizi con il partner “condizionato” consente di sviluppare progressivamente, e senza particolari difficoltà, tutte le abilità motorie specifiche e i componenti tattici più evoluti, evitando così di andare incontro a rischi di una qualche importanza.
Vi è, inoltre, la necessità di cambiare spesso partner, che è determinata dall’esigenza di variare continuamente (entro certi limiti) le situazioni-stimolo, al fine di accumulare informazioni relative a una vasta gamma di comportamenti psico-motori individuali in combattimento, che è l’indispensabile presupposto alla maturazione di abilità tattiche individuali molto evolute.
- Solidarietà. La consapevolezza dell’importanza del partner-avversario e delle sue valenze, per poter progredire personalmente nell’acquisizione delle capacità di prestazione, comporta l’instaurazione di un rapporto di collaborazione molto stretto, che coinvolge la dimensione affettivo-morale della personalità e che porta all’instaurazione di un rapporto di profonda solidarietà, che difficilmente si incrina quando il partner-avversario di allenamento diventa antagonista in gara. Il “sudare insieme”, l’essere “attaccato”, e "attaccare" il “subire” o il “prevalere” all’interno di un processo intenzionalmente creato e che consente il “progredire insieme”, comporta il riconoscimento dell’altro e del suo valore, che è il fondamento del rapporto di profonda solidarietà che nasce tra partner, e il cui valore educativo risulta evidente. In sostanza, la verifica continua, all’interno delle situazioni di allenamento, delle proprie valenze e dei propri limiti e la constatazione dell’indispensabilità della collaborazione del partner-avversario per il loro superamento, attivano processi molto efficaci di comunicazione e di socializzazione, che vengono ulteriormente rafforzati dal contesto del sodalizio sportivo.
In conclusione, da ciò emerge che l’esercizio di comportamenti e pratiche intenzionalmente aggressivi ma non violenti, nell’ambito di un contesto sportivo-rituale, governato da regole molto precise e severe, determina l’interiorizzazione, da parte dei praticanti, di valori che, come si è visto, sono esattamente agli antipodi rispetto ai modelli sociopatici della virilità aggressiva, proposti da un certo tipo di cinematografia, purtroppo molto diffusa.
I corsi di Karate si tengono presso il Centro Lifework di via Enrico Fermi 615 a Ispra (Varese).
Per informazioni: Michele Ferrieri - Tel. 392-0398632 - E-mail: henkodo@karatevarese.it
